La due giorni svolta ad Isarno/Novara ha evidenziato la volontà da parte di più gruppi sparsi nei territori, di costruire mobilitazione ed azione volta alla difesa dell’integrità dei territori stessi. Erano presenti esponenti di Novara, del Borgomanerese e dei laghi, del Castanese e del Magentino.
Si è individuata come centrale ed unificante la questione dell’attacco portato al Parco del Ticino ed ai territori ad esso limitrofi attraverso progetti di cementificazione che vertono sull’Autostrada Biandrate-Malpensa – voluta dalla giunta provinciale e dal suo presidente Sozzani - la variante della stessa intorno all’aeroporto militare di Cameri – atta a circoscrivere un’ampia fetta di territorio che ospiterà strutture di servizio alla fabbrica della morte degli F-35 con conseguente militarizzazione del territorio stesso – la terza pista dell’aeroporto civile di Malpensa.
Queste opere che, oltre ad essere inutili e spesso a duplicare infrastrutture già esistenti, evocano il pericolo di infiltrazioni della malavita organizzata, non hanno sicuramente il ruolo, falsamente sbandierato, di creare occupazione e sviluppo, ma unicamente quello di dare corpo alla volontà di ledere la qualità della vita delle popolazioni per trarne un profitto.
Questo, in territori che sono altamente produttivi dal punto di vista agroalimentare, si unisce all’ulteriore colpo che viene assestato al Parco del Ticino, favorendo speculazioni e clientele, distraendo risorse economiche pubbliche, devastando il bene comune.
Diviene necessario cominciare a costruire un percorso di sviluppo dei territori dal punto di vista della loro vivibilità, della salute e della felicità delle popolazioni, della volontà di creare luoghi di attività umana che diano possibilità di reddito ed esistenza a tutti.
Nel ribadire la ferma volontà di difesa dei territori tutti, chiamiamo le popolazioni alla mobilitazione contro i “signori dell’appropriazione” a partire da un’iniziativa che programmiamo per il 24/25 settembre (sabato a domenica).
ASSEMBLEA PERMANENTE NO F-35
Appello ai cittadini di Novara,
della provincia, dei Territori
adiacenti al parco del Ticino e a Tutti/e
Un nuovo progetto di devastazione ambientale si sta affacciando nello scenario novarese già duramente colpito dal TAV e altre infrastrutture invasive.
Si intende realizzare una bretella autostradale per congiungere la città a Malpensa che squarcerà il parco del Ticino con due ponti.
Il costo dell’opera è quantificato in 240 milioni di euro, sicuramente incrementabile in fase di realizzazione.
L’opera è inutile (esiste una superstrada Marcallo-Mesero-Malpensa sufficiente a smaltire il traffico sull’asse Torino-Milano), è costosa per l’entità elevata della cifra prevista, è dannosa per il territorio per l’enorme quantità di terreno fertile ed irriguo sconvolto dal progetto.
Questa operazione del progetto cade in un periodo drammatico di crollo dei redditi sociali, di avanzata commistione tra imprenditori d’assalto e malavita organizzata e di annientamento totale di risorse pubbliche nei confronti del bisogno sociale.
Questa scelta sottrae sicuramente dignità ed esistenza a tutti/e.
Il progetto è ulteriormente aggravato nelle sue finalità da un raccordo stradale la cui funzione è delimitare un’area di servizio all’aeroporto di Cameri potenziata ed allargata rispetto alle attuali dimensioni.
Si è conclusa la fase progettuale dell’aeroporto che prevedeva la costruzione di una struttura di assemblaggio delle parti necessarie alla realizzazione del cacciabombardiere atomico F-35.
Ora si costruiscono case, hangar, capannoni, insediamenti di fabbriche militari e altro!
Cameri sta diventando una cittadella militare a tutti gli effetti!
Ciò che fino a poco tempo fa era una zona secretata e oscura ora è un vero feudo del Ministero della Difesa, attraversato in lungo e largo da militari americani, operatori, tecnici e personale protetti dal filo spinato.
Per potenziare questa struttura espansiva occorre terreno: il raccordo stradale ai bordi del parco del Ticino lo garantisce.
Denunciamo il calcolo miserabile di spartizione economico che sta dietro al progetto sia del tratto autostradale che del raccordo militare voluto dalla Provincia di Novara e dal suo presidente. Invitiamo tutti coloro che intendono difendere la funzione sociale del Parco del Ticino, che intendono sventare un ennesimo progetto di superstrutture militari, che intendono proteggere il suolo agrario da ulteriori devastazioni, a mobilitarsi per le giornate di sabato 24 e domenica 25 Settembre 2011 di presenza attiva attorno all’aereoporto di Cameri.
Per info: info@nof35.org > per adesione: adesione@nof35.org
LA MELA DI ODESSA
PER LA DIFESA DEL BENE COMUNE
L’attuale situazione mondiale pone in evidenza l’incapacità del sistema di trovare vie d’uscita dalla crisi che attanaglia i mercati mondiali. Le borse di tutto il globo faticano bruciando milioni di dollari e di euro tutti i giorni. Le economie “forti” sono in crisi e il declassamento le pone ulteriormente in difficoltà. Una volta di più si dimostra come questo sistema sia avviato verso un tramonto irreversibile ed ogni operazione tentata serve solo a ritardare questa fine. Certo il capitale ha molte vite ed ancora molte risorse e c’è chi in questa crisi sta accumulando fortune enormi. Fortune che vengono sottratte alla collettività e che hanno come perno la rapina sui beni comuni che appartengono a tutti. Il recente tentativo di privatizzare l’acqua è solo uno di questi. Si pensi all’espropriazione di territorio e di paesaggio che si vuole compiere con le grandi opere o anche al consumo di terreno agricolo e da coltivo che viene operato giorno dopo giorno. La speculazione economica unita a quella territoriale, alveo di malaffare criminale, lo scontro tra comitati d’affari e potentati economici, condito con corruttele elargite a piene mani, è la regola di un quadro politico ed economico che decide ogni cosa sulla testa di intere popolazioni. Ma questo non basta, vengono richiesti ancora sacrifici, manovre di “lacrime e sangue” solo per la gente. La risposta di sindacati e partiti è balbettante e parte sempre dalla solita litania che chiede lavoro (quindi sfruttamento), disposti a lasciare sul terreno tutte le conquiste ed i diritti acquisiti in decenni di lotte. E’ ora di cambiare registro.
La recente vittoria referendaria pone all'attenzione la cura e la preservazione del bene comune.
In questo contesto va letta la questione delle "grandi opere" che violentano il territorio e sottraggono spazi e risorse alle comunità. Oltre ad essere chiara la loro inutilità sociale, il loro impatto sulle popolazioni è devastante.
16 febbraio 2011: Il Senato approva con voto bipartisan il rifinanziamento delle missioni militari all'estero nei primi sei mesi, dei 2011, per una spesa di 754,3 milioni di euro (1,5 mld all'anno). 410 milioni (2,26 mln al giorno) sono per I'Afghanistan, dove saranno impiegati 4350 uomini, 883 mezzi terrestri e 34 velivoli (caccia-bombardieri, elicotteri, droni).
In nove anni e mezzo questa inutile campagna militare ha risucchiato dalle esangui casse dello Stato più di 3 miliardi di euro.
LE ALI DELLA LIBERTA’
Una campagna sulle spese militari,
contro la guerra e per un altro mondo
Si continua a parlare della decisione che ormai sembra imminente di posizionare all’aeroporto militare di Cameri (No) la fabbrica per l’assemblaggio dei caccia-bombardieri F-35, la fabbrica da noi denominata “della morte”.
Parecchie voci si sono levate contro questa decisione, voci non solo di “pericolosi pacifisti” o di “agguerriti antagonisti sociali”, ma anche voci eminenti del mondo cattolico e della società civile. Voci che sono comunque rimaste inascoltate, a dimostrazione che il problema non è solo squisitamente morale e politico, ma in primis economico.
La
Russa invia schema programma alle commissioni Difesa
Il governo ha
deciso di procedere con il caccia Lockheed Martin
F-35 e di costruire la linea di montaggio finale di
Cameri (NO). È questo il senso della decisione del
ministro della Difesa Ignazio La Russa - confermata
a Dedalonews da fonti industriali e militari - di
trasmettere lo schema del programma alle commissioni
Difesa di Camera e Senato perché esprimano il parere
previsto dalla legge. Si è così sbloccata una
situazione che, anche a causa del difficile momento
economico, aveva accumulato un certo ritardo
rispetto alla scadenza originariamente prevista di
fine 2008.
Si tratta di un passo avanti importante per
l’industria italiana e per le forze armate , che
potranno quindi disporre di un velivolo da
combattimento di quinta generazione con elevate
prestazioni, sensori avanzatissimi e piene capacità
di operare in modo "network-centrico".
Oltre a partecipare alla produzione, l’industria
italiana disporrà dell’unica linea di montaggio
finale e di accettazione (FACO) fuori dagli Stati
Uniti. Questo si tradurrà in una migliore conoscenza
della macchina, nella possibilità di assemblare
aerei per paesi terzi (al momento ha già aderito
l’Olanda) e nelle successive revisioni ed
aggiornamenti per tutta la vita operativa prevista
sino al 2045 circa.
La legge prevede che le commissioni parlamentari
diano il proprio parere consultivo entro 30 giorni,
durante i quali possono essere svolte audizioni per
raccogliere elementi di valutazione. L’ampio
consenso all’interno delle forze armate e la natura
"bipartisan" del programma JSF, sostenuto da tutti i
governi italiani da Massimo D’Alema in avanti, fanno
ipotizzare un iter complessivamente tranquillo. (Programma
pluriennale di A/R n. SMD 02/2009)
Aeronautica Militare e Marina hanno previsto di
dotare le proprie linee tattiche di 131 Joint Strike
Fighter per due terzi nella versione convenzionale e
per il resto a decollo verticale. Per l’Aeronautica
gli F-35 sostituiranno prima gli AMX e poi i
Tornado, consentendo una linea da combattimento su
due soli tipi (Eurofighter da difesa aerea e JSF da
attacco). Per la Marina rimpiazzeranno gli attuali
Harrier ed opereranno sulla nuova portaerei Cavour.
Grazie alla maggiore efficienza ed efficacia,
l’entrata in linea dei JSF permetterà una riduzione
di circa la metà del numero degli aerei da attacco
rispetto a oggi.
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L'8 di
aprile le commissioni
Difesa di Camera
e Senato hanno espresso il
loro definitivo parere favorevole all'acquisto e
all'assemblaggio del caccia-bombardiere F-35. (Resoconto
- Atti)
Predatori del mondo, ora che tutto devastando hanno esaurito le
terre, frugano il mare: avidi se il nemico è
ricco, bramosi di dominio se è povero, non
l'Oriente non l'Occidente è bastato a saziarli:
ricchezza e povertà in loro soltanto destano la
medesima sfrenata brama. Rubare, trucidare,
rapinare con falso nome chiamano impero, e
dove fanno il deserto lo chiamano pace.