Si è conclusa la grande
manifestazione del 2 giugno a
Novara contro gli F-35.
L’iniziativa ha visto la
partecipazione di cittadini e
militanti di tutte le età,
organismi ed associazioni locali
e nazionali contro la guerra.
Nutrita è stata la presenza di
delegazioni attive nel movimento
nowar come il Patto Contro la
Guerra, la rete Disarmiamoli, la
Rete Semprecontrolaguerra, il
Campo Antimperialista,
l’Associazione Nazionale per la
Pace, il Presidio Permanente No
Dal Molin, la Federazione
Anarchica Milanese, Sinistra
Critica Nazionale, il Partito
Umanista, Socialismo
Rivoluzionario, il CSOA
Askatasuna di Torino, il C.S.
Crocevia di Alessandria, gli
Statunitensi per la Pace e la
Giustizia di Roma.
Parecchie altre adesioni sono
giunte e per questo rimandiamo
all’elenco pubblicato sul sito
internet.
Tutti hanno dato vita a un
corteo pacifico, determinato nel
contrastare questo micidiale
progetto di armamento strategico
portatore di morte e distruzione
e che ha dei costi per i paesi
produttori che graveranno sulle
tasche dei cittadini.
Agli slogan lanciati durante il
corteo hanno fatto riscontro sia
un’accoglienza interessata dei
cittadini ai bordi delle strade
che richiedevano materiale
informativo, sia applausi di
approvazione verso il lungo
serpentone che si è snodato per
la città.
L’arrivo in Largo Cavour ha
visto dapprima l’intervento di
un organizzatore dell’evento che
ha portato il saluto e i
ringraziamenti ai partecipanti
da parte dell’Assemblea
Permanente NO F-35 e quindi è
stato dato il microfono a tutti
coloro che volevano motivare le
ragioni della loro opposizione
alla “fabbrica della morte” qui
e altrove.
Il corteo si è sciolto con la
promessa di operare nei
territori dove è prevista la
costruzione delle parti del
cacciabombardiere, per impedirne
la fabbricazione e richiedere la
conversione ad uso civile degli
impianti e per la quale
l’Assemblea Permanente ha
intenzione di convocare a breve
una riunione nazionale dei vari
siti.
Hanno partecipato all’iniziativa
anche rappresentanti delle forze
istituzionali con un distinguo
molto netto. Sono intervenuti
con proprie bandiere solo coloro
che hanno una posizione netta e
coerente contro tutti gli
strumenti di morte e la loro
costruzione, contro tutte le
guerre e gli interventi
militari. Questo a prescindere
dal fatto che l’Assemblea
Permanente NO F-35 ha ribadito
la sua posizione di distanza da
qualunque lista e/o candidato.
Un’ultima considerazione va
fatta. Nessuna provocazione è
stata messa in atto ad eccezione
di uno sciocco tentativo
costruito ad arte in mattinata
attraverso la presenza di una
tanica di benzina posta in una
Apecar di proprietà di un
esponente di Azione Giovani
(guarda caso). L’Assemblea
Permanente NO F-35 respinge
questa provocazione dichiarando
la sua completa estraneità ad
opere o azioni di siffatta
specie.
La battaglia contro la
produzione dell’F-35 continua
con alcune iniziative che
l’Assemblea Permanente ha
lanciato all’indomani della
manifestazione.
Prima fra tutte il rilancio a
livello nazionale della
petizione “Soldi subito per la
ricostruzione” per la quale
l’Assemblea Permanente è
disposta a diventare centro di
raccolta nazionale ed il cui
testo troverete nel sito.
In merito alla riunione dei
luoghi ove saranno costruite le
parti del cacciabombardiere,
l’Assemblea Permanente è a
disposizione di tutti i gruppi o
singoli che volessero
partecipare all’organizzazione
della prima scadenza valutandone
modalità e luogo.
La
Russa invia schema programma alle commissioni Difesa
Il governo ha
deciso di procedere con il caccia Lockheed Martin
F-35 e di costruire la linea di montaggio finale di
Cameri (NO). È questo il senso della decisione del
ministro della Difesa Ignazio La Russa - confermata
a Dedalonews da fonti industriali e militari - di
trasmettere lo schema del programma alle commissioni
Difesa di Camera e Senato perché esprimano il parere
previsto dalla legge. Si è così sbloccata una
situazione che, anche a causa del difficile momento
economico, aveva accumulato un certo ritardo
rispetto alla scadenza originariamente prevista di
fine 2008.
Si tratta di un passo avanti importante per
l’industria italiana e per le forze armate , che
potranno quindi disporre di un velivolo da
combattimento di quinta generazione con elevate
prestazioni, sensori avanzatissimi e piene capacità
di operare in modo "network-centrico".
Oltre a partecipare alla produzione, l’industria
italiana disporrà dell’unica linea di montaggio
finale e di accettazione (FACO) fuori dagli Stati
Uniti. Questo si tradurrà in una migliore conoscenza
della macchina, nella possibilità di assemblare
aerei per paesi terzi (al momento ha già aderito
l’Olanda) e nelle successive revisioni ed
aggiornamenti per tutta la vita operativa prevista
sino al 2045 circa.
La legge prevede che le commissioni parlamentari
diano il proprio parere consultivo entro 30 giorni,
durante i quali possono essere svolte audizioni per
raccogliere elementi di valutazione. L’ampio
consenso all’interno delle forze armate e la natura
"bipartisan" del programma JSF, sostenuto da tutti i
governi italiani da Massimo D’Alema in avanti, fanno
ipotizzare un iter complessivamente tranquillo. (Programma
pluriennale di A/R n. SMD 02/2009)
Aeronautica Militare e Marina hanno previsto di
dotare le proprie linee tattiche di 131 Joint Strike
Fighter per due terzi nella versione convenzionale e
per il resto a decollo verticale. Per l’Aeronautica
gli F-35 sostituiranno prima gli AMX e poi i
Tornado, consentendo una linea da combattimento su
due soli tipi (Eurofighter da difesa aerea e JSF da
attacco). Per la Marina rimpiazzeranno gli attuali
Harrier ed opereranno sulla nuova portaerei Cavour.
Grazie alla maggiore efficienza ed efficacia,
l’entrata in linea dei JSF permetterà una riduzione
di circa la metà del numero degli aerei da attacco
rispetto a oggi.
************
L'8 di
aprile le commissioni
Difesa di Camera
e Senato hanno espresso il
loro definitivo parere favorevole all'acquisto e
all'assemblaggio del caccia-bombardiere F-35. (Resoconto
- Atti)
Pubblichiamo alcuni articoli pervenuteci via
mail
Cameri OSCURA
Novara non è in
Abruzzo. Ecco dove lo Stato
preferisce spendere 15 miliardi di
euro per finanziare le industrie
belliche e per infilarsi in un
affare tutto americano. Alla faccia
della crisi e della ricostruzione
delle zone terremotate.
L'opposizione, sull'attenti,
risponde «Signorsì» È la
risposta definitiva? Sì. Le
commissioni di camera e senato l'8
aprile scorso hanno dato parere
favorevole al progetto Jsf. 15
miliardi di euro per......
Il
nuovo 'caccia da attacco combinato'
(Joint Strike Fighter) F-35
'Fulmine', di cui l'Italia
acquisterà 131 esemplari, è un aereo
militare che, per la sua
configurazione, è predisposto non
per giacere in un hangar o per il
controllo dei cieli di un paese,
bensì per compiere azioni di
aggressione - anche con armi
nucleari - tipiche dell'attuale
scenario di guerra permanente.....
Dodici
miliardi quelli che servono (così
dice Maroni) per ricostruire
l'Abruzzo colpito dal terremoto e
12,9 miliardi quelli che due giorni
dopo il sisma, l'8 aprile, le
Commissioni Difesa di Camera e
Senato hanno deciso, alla
chetichella, di spendere per 131
cacciabombardieri F35 (una
produzione a guida americana, cui
partecipano l'Italia, l'Olanda, la
Norvegia, la Gran Bretagna e altri
paesi) che servono in guerre
......
Per i terremotati
dell’Abruzzo il governo ha messo a disposizione 100 milioni di
euro, ma ce ne vorranno molti di più: solo per le esigenze del
ministero dell'interno, si dovranno trovare 130 milioni nei
prossimi sei mesi. E, se si vorrà veramente ricostruire,
occorreranno stanziamenti ben maggiori. Dove trovare questi
fondi, in una fase di crisi come quella attuale, senza dover con
ciò tagliare ulteriormente le ......
Entro il 16 aprile le commissioni
Difesa di Camera e Senato dovranno
esprimersi sul programma di riarmo
aeronautico presentato dal ministro
della Difesa Ignazio La Russa, che
prevede l'acquisto di 131
caccia-bombardieri da attacco F-35
Lightning II nell'arco dei prossimi
diciotto anni. Spesa complessiva:
oltre 13 miliardi di euro. Velivoli
'stealth' di quinta generazione che
dal 2014 dovrebbero progressivamente
sostituire tutta la flotta aerea
d'attacco italiana, attualmente
composta dai Tornado e dagli Amx
dell'Aeronautica......
Cosa c’entra l’ora
legale con gli aerei F35 che saranno
prodotti a Cameri? Nel 2008 con
l’ora legale, in Italia, si sono
risparmiati 99 milioni di euro. Un
solo aereo F35, in produzione
prossimamente a Cameri, vicino a
Novara, costerà circa 100 milioni di
euro. E’ un aereo fatto per
bombardare ‘fuori area’ non
certo di difesa. Potrà portare anche
bombe atomiche. E’ un aereo fatto
per ammazzare. Tutto il piano
costerà dal 2009 al 2026 circa13
miliardi di Euro... Più altri
miliardi di supporto. Quanti soldi,
alla faccia della crisi......
La
scelta che il parlamento si appresta
a fare in questa settimana, dando
parere positivo alla prosecuzione
del programma di costruzione dei 131
caccia bombardieri JSF è un fatto di
assoluta gravità. Si tratta di 14
miliardi di spesa in poco più di 15
anni per un velivolo d'attacco e
capace di portare -se serve- anche
degli ordigni atomici e che ci
costerà un salasso. Più o meno ogni
aereo vale l'equivalente di 400
asili nido o se si preferisce –
vista l'attualità - l'indennità di
disoccupazione (quella prevista dal
governo) per......
Il terremoto ci interpella tutti.
Nel dolore e nella solidarietà. Come
ha scritto qualcuno, bisogna
individuare un canale,
un’associazione seria (i furbi.. ci
sono sempre.. ) e destinare lì i
propri aiuti. Non sì può essere solo
spettatori. No, ognuno è chiamato a
far la propria parte. Anche
accogliendo l’invito della CEI che,
dopo aver stanziato 3 milioni di
euro, ha indetto “una colletta
nazionale, da tenersi in tutte le
chiese italiane il 19 aprile 2009,
domenica in albis, come segno di
solidarietà e di partecipazione di
tutti i credenti ai......
Predatori del mondo, ora che tutto devastando hanno esaurito le
terre, frugano il mare: avidi se il nemico è
ricco, bramosi di dominio se è povero, non
l'Oriente non l'Occidente è bastato a saziarli:
ricchezza e povertà in loro soltanto destano la
medesima sfrenata brama. Rubare, trucidare,
rapinare con falso nome chiamano impero, e
dove fanno il deserto lo chiamano pace.